Un pianoforte digitale Viscount Classico 30 del 1997, acquistato rotto su subito.it a 50 EUR con pedale incluso: questo è il punto di partenza di un progetto di restauro lungo due mesi, nato per assecondare l’interesse nascente di una figlia per la musica.
Quello che sembrava un semplice “aggiusta e suona” si è trasformato in un percorso maker completo: diagnostica elettronica, restauro meccanico, pulizia PCB, e infine la riprogettazione da zero di un circuito stampato per la tastiera, realizzato con il taglio laser del FabLab Bergamo e prodotto con sponsorship OSHWLAB.
Questo articolo racconta ogni fase del lavoro, con dati pratici utili a chiunque voglia affrontare un restauro pianoforte digitale degli anni ’90: dalla diagnostica fino alla riprogettazione PCB.
Smontaggio e prime osservazioni
Quando si compra un oggetto elettronico difettoso, la speranza è che il problema sia semplice da sistemare come un fusibile bruciato o un’alimentazione da sostituire. Purtroppo, non è andata così liscia, come vedrete in questo articolo.
Danni da ruggine
Il Viscount Classico 30 si smonta rimuovendo un numero elevato di viti di diverse misure, senza particolari difficoltà. Alcune presentano già segni di corrosione superficiale, primo indizio di un soggiorno prolungato in cantina. All’interno si trovano quattro PCB principali, una tastiera FATAR FP/9 a 88 tasti con meccanica pesata, e due altoparlanti da incasso. La tastiera FATAR è un componente di qualità professionale, usato ancora oggi da diversi produttori; la sua meccanica è apprezzata nella fascia media ed è stata usata da molti produttori come Korg e Roland. La Yamaha usa le proprie tastiere incompatibili con questo modello.
I danni sono purtroppo evidenti: ruggine estese nell’involucro metallico e sulla parte metallica della tastiera, corrosione avanzata su alcune piste dei PCB della tastiera, viti e molle corrose dalla rugine. La causa probabile è uno stoccaggio prolungato in ambiente umido, classico nemico dell’elettronica vintage. La presenza di cristalli bianchi assieme alla ruggine sembra indicare proprio uno stoccaggio in ambiente umido con umidità di condensa con sali minerali.
Vista interna del Viscount Classico 30 al primo smontaggio: si notano i danni da ruggine dietro alla tastiera.
Ricerca storica
Lo strumento è stato prodotto nel 1997: un’epoca in cui i pianoforti digitali di fascia media montavano già tastiere professionali, ma l’elettronica di bordo era ancora interamente progettata con componenti discreti e chip dedicati, senza i SoC moderni. Questo lo rende riparabile — e interessante da analizzare.
Molti siti di appassionati di tastiera contengono informazioni utili allo smontaggio e la manutenzione di tastiere. Segnaliamo MOD-WIGGLER. Abbiamo anche contattato la casa produttrice per avere i manuali originali, ma la risposta è stata che non sono più disponibili.
Schema a blocchi Viscount Classico 30
Il schema a blocchi del funzionamento interno illustra come i quattro PCB si suddividano le funzioni: scansione tasti della tastiera (PCB 3), generazione segnali audio (PCB 2), alimentazione e amplificazione (PCB 1), pannello frontale con controlli utente (PCB 4). Sotto la tastiera troviamo i PCB 5 e 6 che raccolgono i segnali dei tasti per portarli al PCB 3.
Possiamo documentare i principali PCB e le ipotesi di funzionamento. Questo step è importante in modo di usare un approccio metodico nella ricerca del guasto, procedendo per esclusioni successive.
PCB 1 — Alimentazione e amplificatore
Il PCB 1 è il più grande e il più pesante: ospita il modulo di amplificazione audio e i regolatori di tensione per gli altri circuiti. Il cuore dell’amplificazione è il STK4181, un ibrido Sanyo da 45W + 45W alimentato in modalità simmetrica a ±48V: una soluzione tipica degli anni ’90 per pianoforti e home stereo di fascia media. Il chip monta un dissipatore metallico importante; i guasti più comuni su questo integrato sono le giunture di saldatura secche (dry joints) e il degrado dei condensatori elettrolitici sull’alimentazione simmetrica.
Nella parte destra del PCB si trovano il raddrizzatore a ponte, i condensatori di filtro e i regolatori lineari 7805 che forniscono i 5V stabili a PCB 2 e PCB 3. Sei avvolgimenti separati del trasformatore alimentano le diverse tensioni necessarie. Ogni avvolgimento è protetto da fusibili: la loro presenza è un dettaglio progettuale positivo che facilita la diagnostica in caso di cortocircuito.
Su questo PCB l’ispezione visiva evidenzia soltanto il danno ai connettori audio nella parte superiore sinistra (5 jack 6.5mm). Sono stati misurati i condensatori in circuito, con valori plausibili. Durante le prove è stato creato per errore un corto-circuito sulla linea in uscita 5V e sono stati sostituiti 2 fusibili bruciati. E’ probabile fosse completamente funzionante al momento dell’acquisto.
PCB 2 — Generazione audio
Il PCB 2 riceve gli eventi dei tasti dal PCB 3 tramite il cavo centrale e genera il segnale audio corrispondente. È alimentato con tre tensioni: 5V (microprocessore e RAM), 12V e 19V (probabilmente per la parte analogica). In posizione centrale-superiore si trovano un secondo microprocessore 8082 con la propria ROM e SRAM, responsabile dell’elaborazione in tempo reale della sintesi sonora.
I due grandi chip nella parte inferiore — siglati V20 e V21 — sono quasi certamente le sound bank proprietarie Viscount: memorie ROM che contengono i campioni audio dei vari strumenti (pianoforte, organo, clavicembalo). Sarebbe interessante salvaguardarne il contenuto come backup, ma la lettura di ROM proprietarie di questo tipo richiederebbe strumentazione specializzata per identificare il pinout e il protocollo — un’operazione al di là della portata di questo restauro. La parte destra del PCB ospita la sezione DAC: converte il segnale digitale prodotto in un segnale analogico stereo a due canali, inviato all’amplificatore tramite due flat cable da 5 conduttori ciascuno.
Il circuito stampato è chiaramente progettato (impronte componenti non assemblati) per ospitare varianti con più soundbanks e polifonie. Dato che Viscount è famosa per organi elettronici da chiesa, che necessitano più tastieri e suoni, è probabile che il PCB sia stato progettato per entrambi strumenti.
Spiegazione funzionamento tasti
Nei pianoforti digitali, al posto delle corde, i tasti non producono suono direttamente ma inviano un segnale elettronico. Quando premi un tasto, questo schiaccia una striscia di gomma con contatti conduttivi che chiudono un circuito elettrico. In pratica, il pianoforte capisce quale tasto hai premuto perché ogni contatto corrisponde a una posizione precisa della tastiera.
Vista laterale di una tastiera Fatar.
Due linguette sotto il tasto schiacciato una membrana (grigia) provocando il contatto elettrico sulle impronte del PCB avvitato sotto (bianco su questa illustrazione).
Per maggiori dettagli sulle tastiere FATAR usate nei vari brand di pianoforti digitali, vedere:
Il circuito misura la forza con cui premi il tasto in modo intelligente: sotto ogni tasto ci sono due punti di contatto. Il sistema misura il tempo tra il primo e il secondo contatto: più il tasto scende velocemente, più breve è l’intervallo, e il pianoforte interpreta il colpo come più forte — è così che funziona la velocity MIDI (parametro da 0 a 127). Su questo strumento, con le strisce di gomma degradate dalla vecchiaia e dall’umidità, molti tasti avevano velocity inconsistente o non rispondevano affatto.
PCB 3 — Scansione della tastiera
Il PCB 3 ha il compito di leggere in tempo reale lo stato di tutti gli 88 tasti e trasmettere gli eventi MIDI al PCB 2 audio. I componenti principali sono un microprocessore 8082, una SRAM da 64 KB (chip LGS) e una ROM proprietaria Intercontinental Electronics che contiene il firmware per la scansione e la generazione di eventi MIDI.
Il circuito di scansione rientra nella categoria della scansione a matrice con porte parallele latched: un approccio in cui un latch mantiene stabili le linee di drive della matrice (MK/BR) mentre un altro latch legge le linee di sense (Tasti 0–7). Il 74HC574 — un octal D flip-flop edge-triggered — è il componente ideale per l’uscita di scansione: aggiorna tutte le linee (MK/BR) insieme sul fronte di clock e le mantiene ferme, eliminando transizioni spurie durante la lettura della matrice. Il 74HC573, transparent latch con uscite tristate, fotografa invece lo stato delle linee di ritorno (T0–T7) e lo presenta al bus del microprocessore. Lo schema di principio di riferimento è disponibile su Open Music Labs.
Questa traccia acquisita con l’oscilloscopio in FabLab mostra il ciclo di scansione di una copia di linee MK (blu) e BR (giallo). Ogni coppia di linea è scansionata a 3.4kHz, e sono necessarie 11 coppie di linee per gli 88 tasti. Di conseguenza l’intero stato della tastiera è acquisito dal microprocessore più di 300 volte al secondo.
PCB 4 — Pannello frontale
Il potenziometro a sinistra (volume principale) è irrecuperabile a causa della corrosione avanzata: il cursore interno è bloccato e i contatti ossidati. Tutti gli altri pulsanti del pannello si sono rivelati funzionanti dopo una pulizia con contact cleaner.
È interessante notare che è il microprocessore 8082 del PCB 3 a leggere e pilotare i LED con le stesse tecniche della scansione a matrice della tastiera.
PCB 5 — Scheda 39 tasti
Sotto ai tasti sono presenti due circuiti stampata, uno di 39 tasti (a sinistra sulla foto) e uno di 49 tasti (parte destra). I due PCB sono connessi al PCB 3 tramite connettori Micromatch 2x10p facilmente reperibili. La scansione del microprocessore è fatta a gruppi di 8 tasti (T0…T7). Per questo motivo il quarantesimo tasto, pur essendo fisicamente sul PCB di destra, è scansionato dal PCB di sinistra tramite un cavo di interconnessione visibile nella parte centrale inferiore. Logicamente, sono 5 linee x 8 tasti per il PCB di sinistra, e 6 linee x 8 tasti per il PCB di destra, per un totale di 88 tasti scansionati.
Sono evidenti su questa foto segni di ruggine sul supporto metallico dei tasti, che necessiteranno riparazione.
PCB 6 — Scheda 49 tasti
Il PCB 6 è particolarmente lungo (circa 670 x 50 mm). E’ stato scansionato fronte-retro per generare l’immagine seguente che mostra per trasparenza le impronte dei tasti.
Il PCB mostra segni avanti di corrosione (rame verde, perdite di vernice protettiva). Un tasto è collegato al PCB 5 tramite un connettore Micromatch 2x2p.
Procedimento di diagnostica
Al primo accensione, il LED P1 del PCB 4 si illumina regolarmente ma nessun suono esce dagli altoparlanti quando si schiacciano i tasti. La procedura diagnostica è partita dall’alimentatore: misurare le tensioni su tutti i rail (+5V, ±48V, 12V, 19V) con un multimetro, tutte rientravano nella norma. Il passo successivo è stato isolare i PCB individualmente, alimentando il solo PCB 3 a 5V con un alimentatore da banco per osservare i segnali di scansione della tastiera con l’oscilloscopio.
Il problema principale che impediva l’emissione di suono era la distruzione per via della ruggine del potenziometro lineare sul PCB 4. Tuttavia anche sostituito il potenziometro, la tastiera non funzionava. Inizialmente il sospettato era il PCB 3, ma è stato fatta una prova decisiva, che ha motivato l’intera riparazione, con l’interfaccia MIDI. Abbiamo acquistato un adattatore LEKATO MIDI/USB (circa 15 EUR): collegato il Viscount al Chromebook con Linux, il comando aplay -l ha riconosciuto il dispositivo MIDI. Inviando un file MIDI note tramite software, il pianoforte le riproduce regolarmente — confermando che parte di PCB 3, PCB 2 e PCB 1 sono funzionanti.
Il problema era da cercarsi nel PCB 3 (scansione tastiera) o nei PCB 5 o 6 sotto ai tasti.
Lavori meccanici di ripristino
Nel complesso, la parte meccanica del restauro ha richiesto tre-quattro giorni di lavoro, tra trattamento della ruggine, levigatura delle superfici metalliche e cura dei componenti plastici ingialliti.
Trattamento ruggine
Le parti metalliche della scocca e alcuni supporti interni presentavano ossidazione superficiale. La procedura prevede: rimozione meccanica della ruggine con smerigliatrice disponibile in FabLab, applicazione di Ferrox (convertitore di ruggine a base di acido fosforico, circa 29 EUR per 750 ml in qualsiasi negozio di bricolage) lasciandolo agire per 24 ore, e finitura con uno strato di spray antiruggine grigio. Il Ferrox trasforma l’ossido di ferro in fosfato di ferro, un composto stabile che fa da primer per la verniciatura.
Il trattamento di levigatura + Ferrox + spray protettivo è stato applicato sia sull’involucro metallico del pianoforte che sul supporto metallico dei tasti, anche lui pesantemente arrugginito.
Sbiancamento tasti
I tasti bianchi del Viscount Classico 30 sono in plastica ABS, ingiallita dopo quasi 30 anni di esposizione alla luce. La tecnica più efficace per recuperarli è il cosiddetto retrobright: applicare perossido di idrogeno in gel (quello usato per decolorare i capelli, circa 9 EUR in farmacia o su Amazon) direttamente sui tasti e lasciare agire al sole per 2–4 ore. La reazione fotochimica riporta il colore al bianco originale senza abradere la superficie.
Tecnica usata
- Sciacquare i tasti in acqua tiepida con sapone per pulizia iniziale
- Ricoprire la parte visibile dei tasti bianchi di una pattina di gel al perossido di ossigeno
- Ricoprire i tasti bianchi di cellofane a gruppi di 8-10 per evitare l’essicamento del gel e lasciali alla luce del sole.
- Dopo qualche ora, sciacquarli di nuovo
- Applicare con un pennello del Ferrox attorno ai pesi che mostrano segni di ossidazione.
Fonte: Whitening Yellowed Keys
Pulizia
Abbiamo pulito tutti i PCB con IPA in spray applicato con un pennello morbido, seguendo un movimento circolare per sciogliere i residui di flusso e i depositi di umidità. Lasciare asciugare completamente prima di riaccendere. Per i connettori a contatto strisciante (pedale, MIDI DIN), si è usato contact cleaner spray: più adatto perché lascia un film lubrificante protettivo. Nota: il contact cleaner è a base di solventi aggressivi — usarlo con parsimonia.
Sostituzione molle
La meccanica FATAR FP/9S usa piccole molle metalliche per il ritorno dei tasti. Alcune erano arrugginite e avevano perso tensione, causando tasti “flaccidi”. Le molle originali sono vendute di seconda mano (5 EUR per un lotto su Subito.it).
Lavori elettrici
L’interruttore a bilanciere originale funzionava, ma si è deciso di applicare contact cleaner per migliorarne il contatto. Errore: il solvente ha degradato il materiale isolante interno, rendendolo non affidabile. Risultato: sostituzione obbligata con un interruttore Marquardt 2 poli 250V/4A IP40 acquistato su eBay (11,30 EUR).
Sempre per quanto riguarda i controlli, cambio potenziometro volume. Il potenziometro a scorrimento originale (B10K, corsa 30mm) era irrecuperabile per la corrosione. Il ricambio — un potenziometro lineare B10K 45mm di lunghezza, 30mm di corsa — si trova su eBay in coppia (11,08 EUR per 2 pezzi). Attenzione alle dimensioni fisiche: il cursore e il passo dei pin devono corrispondere esattamente al PCB originale.
Allo stesso modo, cambio prese jack 6,35 mm. Le quattro prese jack da 6,35 mm (ingressi L+R, uscite L+R, uscite cuffie) erano ossidate internamente e la parte sporgente esterna era strappata. Sono state sostituite con prese a 9 pin dello stesso formato, acquistate su AliExpress (7,48 EUR per 4 pezzi).
Per la protezione delle piste PCB ossidate Sulle aree dei PCB dove la corrosione aveva intaccato le piste di rame senza interromperle, abbiamo applicato vernice UV per PCB dopo una pulizia accurata con IPA. La vernice si indurisce in una mezz’oretta alla luce diretta del sole.
Le piste dei 2 circuiti PCB sotto ai tasti (quelli che ricevono le membrane in gomma ed sono connessi al PCB 3) erano ossidate in più punti. Con filo di rame da 0,1 mm (2,94 EUR per 50m su AliExpress) e pasta d’argento è stato possibile recuperare il PCB 5 (39 tasti).
Per i restanti 49 tasti del PCB 6 la corrosione era molto più avanzata, perché durante la fabbricazione originale il rame non poteva essere interamente protetto da soldermask, dovendo stampare con l’inchiostro al carbonio le impronte per le membrane dei tasti. Inoltre alcune saldature sono diventate secche, friabili e molto difficili da ripulire con stagno fresco.
Più precisamente il collegamento fra la pastiglia di rame sotto l’inchiostro al carbonio e la pista del PCB non era ricoperto di vernice. Di conseguenza, dopo quasi 30 anni, si è corrosa completamente la parte esposta, interrompendo la connessione fra l’impronta e in alcuni casi distruggendo completamente la pastiglia sotto l’inchiostro.
Ricerca del ricambio originale. Prima di procedere con la riprogettazione, è stata verificata la disponibilità di un PCB sostitutivo originale: non disponibile nuovi, e di seconda mano solo dagli USA a circa 90 EUR per la versione a 48 tasti — senza garanzie sullo stato. Costo e rischio troppo alti per giustificare questa strada.
Tentativo di riparazione PCB
E’ stato fatto un tentativo piuttosto esteso di riparazione, usando pasta all’argento per ristabilire la connessione elettrica fra le impronte all’inchiostro di carbonio e le piste del PCB.
La pasta all’argento deve essere poi ricoperto di vernice protettiva. Questa operazione però compromette la planarità sotto la membrana e rischia di creare differenze di velocità percepita fra i tasti. Inoltre, molte piste sul PCB erano comunque interrotte dalla corrosione. Sono state ripristinate saldando solder wire (rame ricoperto da isolante, 0.1mm diametro raccomandato). Dopo vari giorni il numero di tasti funzionanti era di 30 sui 49 totali.
Tuttavia i dubbi erano ancora tanti, in particolare la durabilità delle riparazioni con le piste di argento in un contesto di sollecitazioni meccaniche, compromettendo la possibilità di rivendere la pianoforte riparata.
Riprogettazione del circuito stampato
La vera sfida del restauro: quando la riparazione del PCB originale non basta, bisogna ridisegnarlo da zero. In questo caso, quindi, la strada obbligata è stata la riprogettazione completa. Per chi non l’ha mai fatto, questo è il punto in cui il FabLab diventa indispensabile.
Per prima cosa, scannerizzazione e analisi del PCB originale. Abbiamo scannerizzato il PCB flessibile originale ad alta risoluzione per ricavare le dimensioni esatte delle piste e la posizione dei contatti. Questa operazione è fondamentale: il pattern dei contatti delle membrane deve combaciare in modo millimetrico con le strisce di gomma conduttiva della tastiera, pena una lettura dei tasti inaffidabile. Tuttavia, la precisione raggiunta non è stata sufficiente per i prototipi.
Disegno parametrico del pattern membrane. Abbiamo realizzato il disegno dei fori per le membrane in modo parametrico: anziché disegnare ricalcando la scanerizzazione abbiamo definito un singolo pattern per una riga di 12 tasti, poi replicato con i vincoli di simmetria con uno sketch Fusion 360. Questo approccio può sembrare più impegnativo e inutile, rispetto a ricalcare la scansione, ma in realtà si è rivelato molto più affidabile. Consigliamo di imparare il disegno 2D parametrico con i nostri corsi FreeCAD.
Prima di ordinare i PCB, è fondamentale verificare che il layout sia fisicamente corretto. Il taglio laser del FabLab Bergamo ha permesso di produrre prototipi in cartone con lo stesso outline del PCB, per testare il corretto posizionamento sotto i tasti della tastiera FATAR senza spendere nulla in produzione. Questa fase ha rivelato molte discrepanze nell’offset dei contatti, posizione dei buchi, dovuti all’approccio iniziale guidato dalla scansione. Dopo 6 revisioni è stato possibile ottenere un disegno corretta prima dell’ordine.
Per la prova meccanica di fitting con il keybed metallico è stato tagliato il PCB e le impronte dei tasti su legno 3mm.
Limite ENIG e progetto 40+48 tasti. La finitura ENIG (Electroless Nickel Immersion Gold) è obbligatoria per i pad di contatto membrane: garantisce ossidabilità quasi nulla e una superficie liscia e uniforme, indispensabile per il corretto funzionamento delle strisce di gomma conduttiva. La lunghezza totale della tastiera a 88 tasti supera il limite massimo dei pannelli standard di JLCPCB con trattamento ENIG (circa 660 mm), perciò abbiamo suddiviso i due PCB 5 e 6 originali da 39+49 tasti in una parte da 40 tasti e una parte da 48 tasti, stando così sotto il limite di 660 mm. Per soli 5 mm il progetto iniziale, di sostituzione del solo PCB 6, è diventato una sostituzione completa dei PCB 5 e 6.
In termine di progettazione PCB è interessante sottolineare che questo progetto ha richiesto la creazione di impronte piuttosto particolari per le zone di contatto con le membrane.
L’impronta è stata disegnata seguendo il pattern originale con l’inchiostro al carbonio. In particolare la distanza fra le zone 1-2 e 3-4 deve essere rispettata per ottenere una velocità coerente. Per facilitare il routing delle piste sul retro, sono presenti 4 vie per le connessioni.
Al fine di ottenere una superficie piana e simile al PCB originale, una zona di esclusione della vernice (viola) è definita nell’impronta.
Questo pattern di contatto con la pastiglia conduttrice sotto la membrana del tasto è importante, perché al contrario dei tasti di un telecomando (che usano pattern a forchetta), il debouncing e la misura precisa dell’intervallo fra la chiusura dei due contatti è molto importante.
Sponsorship OSHWLAB. Abbiamo pubblicato il progetto come hardware open source su OSHWLAB, la piattaforma hardware di EasyEDA. Questa scelta ha permesso di ottenere una sponsorship che ha coperto parzialmente i costi di produzione dei PCB, portandoli da circa 77 EUR e 109 EUR (listino) a 34,50 EUR ciascuno — un risparmio di oltre 100 EUR, decisivo per la sostenibilità economica del progetto. I file del progetto sono disponibili pubblicamente su GitHub.
Infine, solidarizzazione dei due PCB. Due PCB separati devono comportarsi come uno: per tenerli allineati e solidali si è usata la combinazione dremel (per le cave di accoppiamento), viti M2, una sottile lastra di poliacrilico trasparente come backing strutturale e vernice per unghie trasparente per bloccare i bulloni. Il risultato è rigido, leggero e non interferisce con la meccanica dei tasti. Senza questo step il tasto n°41 non risultava funzionante, perché i due PLC non erano complanari.
Vista di dettaglio del raccordo fra i due PCB di 40 e 48 tasti. Il PCB di destra tende a sollevarsi per via dell’assenza di viti (l’originale, lungo 49 tasti, usava quelle in corrispondenze di T7).
Il tasto T0 della linea 5 non funziona bene senza una lieve pressione verso la tastiera. I due fori inferiori servono ad inserire viti per rendere solidali i due PCB.
Analisi costi di riparazione
Condivisione costi sostenuti, validi ad inizio 2026, per chi pensa di sistemare simili tastiere.
| Descrizione Materiale | Origine | Quantità | Costo con spedizione |
|---|---|---|---|
| Ferrox, 750 ml (trattamento ruggine) | Negozio di bricolage | 1 | 29.00 EUR |
| Interruttore a bilanciere 250 V/AC (4A) 2 poli Marquardt IP40 | E-bay | 1 | 11.30 EUR |
| Spray pittura grigia, antiruggine (finitura superficie) | Negozio di bricolage | 1 | 10.00 EUR |
| Strisce di gomma per contatto tasti (compatibili Roland EP9 JV JX JW50 XP-50 VA7 A37 AX7 PC160 PC180 PC200 G600 E86 E96 FANTOM G8 X8) | Ali Express | 1 | 12.60 EUR |
| Potenziometro a scorrimento lineare singolo dritto B10K 45mm(L) 30mm | E-bay | 2 | 11.08 EUR |
| Molle di ricambio per i tasti FATAR | Subito.it | 5 | 5.00 EUR |
| Filo di rame per riparazioni diametro 0.1 mm | Ali Express | 50 m | 2.94 EUR |
| Presa jack femmina 6,5 mm, diametro 6,35, base audio a nove pin | Ali Express | 4 | 7.48 EUR |
| Vernice UV per PCB, 100g (soldermask) | Ali Express | 1 | 12.90 EUR |
| Emulsione argento per riparazione piste | Ali Express | 1 | 2.21 EUR |
| Perossido in gel per sbiancamento tasti (retrobright) | Amazon | 1 | 8.99 EUR |
| Diodi 1N4148 | Ali Express | 500 | 5.24 EUR |
| Connettori Micromatch 2x10P | Ali Express | 10 | 8.93 EUR |
| Fabbricazione PCB 40 tasti (ENIG, 5 pz) | JLCPCB | 5 | 76 |
| Fabbricazione PCB 48 tasti (ENIG, include maggiorazione 30 EUR per dimensioni PCB, 5 pz) | JLCPCB | 5 | |
| TOTALE COSTI | 184.07 EUR |
La riparazione a 184 EUR risulta comunque più economica rispetto all’acquisto di un nuovo piano digitale. La sola tastiera FATAR di sostituzione era stata quotata 299 EUR come ricambio. Senza la sponsorship OSHWLAB, il costo complessivo sarebbe stato di circa 300 EUR che, sommato all’acquisto iniziale di 50 EUR, avrebbe reso l’operazione discutibile rispetto all’acquisto di uno strumento di seconda mano funzionante simile.
Ovviamente l’analisi non tiene conto del costo di manodopera dell’hobbista: circa 40 ore fra tentativi di riparazione e riprogettazione PCB, 2–3 giorni di lavoro meccanico, e un percorso di autoformazione su temi — scansione a matrice, progettazione pattern impronte in Fusion e EASYEDA, ricerca di alternative all’inchiostro al carbonio… affrontati per la prima volta.
Restauro pianoforte digitale: conviene riparare?
Il Viscount Classico 30 suona di nuovo. Tutti e 88 i tasti rispondono correttamente, la velocity è coerente, l’amplificatore STK4181 spinge i due altoparlanti senza distorsioni. Un risultato che due mesi fa sembrava improbabile, partendo da uno strumento che nessun tecnico avrebbe preso in carico.
In definitiva, riparare è una scelta che porta una soddisfazione diversa e maggiore rispetto all’acquisto di qualcosa di nuovo — il cosiddetto effetto IKEA. È anche una scelta più sostenibile: uno strumento del 1997 con una tastiera professionale FATAR che torna a funzionare è un oggetto sottratto alla discarica.
Il progetto deve molto agli associati di FabLab Bergamo, che hanno condiviso consigli su tecniche di riparazione delle parti arruginite, supporto al disegno tecnico, e soprattutto hanno messo a disposizione il taglio laser per i prototipi meccanici — senza il quale il riallineamento dei contatti della tastiera non sarebbe stato possibile senza ordinare PCB multipli a vuoto. Se stai affrontando un progetto simile, vieni in FabLab: avere una community di maker con cui confrontarsi fa la differenza tra un progetto bloccato e uno completato.
I file del progetto PCB (EasyEDA/OSHWLAB, Gerber, BOM) sono disponibili pubblicamente su GitHub — fablab-bergamo/fatar-pcb-replacement. La revisione 7 corregge alcuni piccoli difetti della revisione 6 fabbricata e la raccomandiamo per chi deve sistemare simili tastiere.
Fonti e riferimenti utili
- Guy Wilkinson — Super Synth Projects: modifiche e restauri per sintetizzatori
- Esempi di riparazioni – Synths and Keyboards | A blog about (repairing) gear
- Your One Stop Resource For The Roland and more
- Input Matrix Scanning — Open Music Labs: spiegazione approfondita della scansione a matrice per tastiere MIDI
- GitHub — fatar-pcb-replacement: file open hardware del PCB sostitutivo del FabLab Bergamo.
- Progetto hardware aperto su OSHWLAB (EasyEDA)
