La tecnologia a pedali delle Bicimaquinas

Le #Bicimaquinas sono macchine create riciclando vecchie biciclette: smerigliatrici, trebbiatrici, macchine per piastrelle, sgranatoi per noci, frullatori (e molto altro) che funzionano senza elettricità. E hanno cambiato la vita in un paese povero del Guatemala.

Spesso lo staff di Fablab Bergamo vi ha proposto spunti dalle comunità presenti sulla rete con tante idee di progetti, legati alla stampa 3d, alla modellazione ed all’elettronica. Questa volta riprendiamo un tema a noi caro che è quello del riciclo.

Virtualmente ci spostiamo in Guatemala, stato dell’America Centrale, dove le bici usate trovano nuova vita.
L’esperienza ventennale dell’ONG Maya Pedal testimonia che anche le biciclette possono avere una seconda vita. Che perfino un manubrio e una catena, se riutilizzati, valgono per macchine ecosostenibili, le Bicimaquinas, alcune fatte per macinare o frullare, altre per pompare l’acqua senza alcun consumo energetico.

Fondata a San Andres Itzapa (32mila abitanti) nel 1997, un anno dopo la fine di una guerra civile durata in Guatemala quasi 40 anni, Maya Pedal è il frutto di una collaborazione tra locali e volontari giunti dall’estero, anche dall’Italia, per favorire nel paese centroamericano un modello di economia sostenibile.

Oltre alla riparazione delle biciclette donate per il mercato locale – un’attività che in Italia ha per alcuni il sapore del riscatto – i prodotti principali di Maya Pedal sono leBicimaquinas, macchine a pedali che fungono da frullatori, smerigliatrici, pompe per l’acqua e tanto altro. Nessuna presa elettrica o carburante, ma soltanto l’energia della pedalata che garantisce risparmi economici in diverse azioni quotidiane.

In quasi vent’anni di attività Maya Pedal ha prodotto in Guatemala più di 1200 Bicimaquinas (tutte visibili sul sito della ONG), fornendo un aiuto concreto per i mestieri quotidiani delle casalinghe, ma anche per gli esercenti della città. Il loro costo si aggira intorno ai 90 euro, anche se la maggior parte viene acquistata grazie a sovvenzioni, mentre chi desidera avviare un’attività commerciale a San Andres Itzapa può ritirarla e pagarla una volta incassati i primi guadagni.

Dal piccolo paese centroamericano è questa la lezione sul risparmio energetico da trasmettere agli oltre 190 stati riuniti a Parigi fino a domani, venerdì 11 dicembre, per la XXI Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico.

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Il potere del Pedale

A San Andrés lo chiamano così. Ed è così incredibile da sostituire la potenza dell’elettricità che in queste zone scarseggia. Ma non solo. Permette agli uomini di fare meno sforzi, di avere meno infortuni, di risparmiare gesti e azioni faticose. Le Bicimaquinas sono facili da usare e anche divertenti.

Queste nuove macchine si costruiscono in maniera molto veloce, con materiali semplici, disponibili anche nelle zone più povere del Guatemala. E possono essere usate ovunque senza produrre inquinamento e fornendo un continuo e sano esercizio fisico. 

Quali macchinari nascono con le biciclette?

Gli artisti guatemaltechi (sì, parliamo di artisti!) sono diventati dei veri maestri. Oggi fanno sistemi idraulici elementari (pompe per l’acqua soprattutto), smerigliatrici, trebbiatrici, macchine per piastrelle, sgranatoi per noci, frullatori (per fare saponi e shampoo così come i prodotti alimentari) e molto altro ancora. E il pensiero corre veloce a Leonado Da Vinci e alle sue, incredibili, macchine. Forse il paragone sembra eccessivo ma, entrambi i casi, a mio parere, sono espressione dell’ingegno umano e dell’utilizzo efficace della “tecnologia” disponibile.

E così, in pochi anni, è nato un vero e proprio laboratorio, gestito da persone del luogo e da alcuni volontari che provengono, di volta in volta, da diverse parti del mondo: «Maya Pedal è una famiglia. Tutto qui è aperto e visitabile» ricorda il suo presidente, Cesar Molina Zamora. Molte persone hanno trovato così un lavoro: producono qualcosa di utile conservando e tramandando un sapere artigiano alle nuove generazioni e agli stranieri. Ma non solo visto che, in molti casi, acquisiscono nuove tecniche da chi si offre di dare una mano. È un’officina vera, di vita e mestiere, di tradizione e innovazione.

Che fine ha fatto la tua bicicletta?

Rispolvera la tua vecchia bicicletta: oltre a permetterti nuovi giri alla scoperta del territorio, potrai sicuramente trovare e proporre nuovi usi della bici, unendo attività fisica, creatività e partecipazione nel riuso.

Buona pedalata 😊

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